L’European Forum on Circular Materials and Temporary Architecture, svoltosi il 12 giugno presso la sede di materieunite all’incubatore di Sviluppumbria a Terni, si è concluso lasciando un’impronta concreta sul territorio e sulla community del progetto. L’evento, organizzato con il supporto di Ferrocart come appuntamento satellite ufficiale del New European Bauhaus Festival 2026, ha dimostrato che la circolarità non è una formula astratta o un mero principio teorico, ma un’attitudine da coltivare insieme, integrando la sostenibilità come reale strategia gestionale e di processo.
L’universo del design contemporaneo si interroga sempre più sulla transitorietà delle strutture e sul ciclo di vita dei materiali. In questo scenario, la giornata ha dato forma a un ecosistema vivo e transdisciplinare, raccogliendo architetti, creativi, designer, docenti, studenti e realtà industriali attorno all’urgenza di esplorare nuove forme di progettazione temporanea e sostenibile.
Visioni Strategiche, Sistemi e Metaprogetto
La sessione mattutina è servita a tracciare le coordinate concettuali di questo percorso, spostando l’attenzione dall’estetica dell’oggetto finale alla complessità dei sistemi relazionali e materici attraverso il keynote Il sistema come progetto a cura di Jacopo Cardinali, CEO di materieunite, e la Lectio Magistralis Progettare il progetto di Massimo Ciafrei, docente di Basic Design e Teoria della Forma all’ISIA Roma Design.


Il sistema come progetto – Jacopo Cardinali
L’apertura dei lavori, inaugurata dai saluti dell’Assessore Tommaso De Rebotti, ha sottolineato l’importanza del dialogo tra ricerca e industria. A seguire, il keynote Il sistema come progetto, ha messo in luce come la sostenibilità sia una leva gestionale integrata. A partire dalle criticità e gli sprechi tipici degli allestimenti fieristici tradizionali, è stato illustrato il potenziale della modularità, della misurazione dell’impronta carbonica e di strumenti digitali innovativi come il progetto Agave.
Progettare il Progetto – Massimo Ciafrei
Fulcro teorico della mattina è stato l’intervento Progettare il progetto del Prof. Massimo Ciafrei. Lontana dai canoni rigidi di una lezione accademica tradizionale, la Lectio Magistralis ha offerto una densa ricostruzione metodologica, connettendo l’eredità del Bauhaus e della Scuola di Ulm alle esperienze didattiche contemporanee. Ciafrei si è concentrato sulla grammatica profonda del progetto e del metaprogetto: quest’ultimo codificato non come semplice fase preliminare, ma come strumento metodologico universale, indispensabile per interpretare, decodificare e governare le variabili complesse dei sistemi contemporanei e antropizzati.
Sperimentazione Pratica e Atlanti Materiali
Nel pomeriggio, la riflessione teorica ha ceduto il passo al “fare”. L’approccio propedeutico del Basic Design è stato tradotto in due workshop tecnico-operativi guidati dai designer e progettisti di materieunite, che hanno trasformato lo spazio in un laboratorio pratico-cognitivo focalizzato sull’uso della carta e dei materiali leggeri:
- Materials & Structures: Il primo tavolo ha condotto un’indagine geometrico-meccanica sulla carta, spingendo la materia oltre i suoi limiti attraverso lavorazioni primarie di taglio e piega per analizzarne la risposta strutturale e la resistenza. Le reazioni emerse sono state catalogate in un Atlante dei Comportamenti.
- Parametric Architecture & Digital Fabrication: Il secondo cluster ha esplorato i confini della modellazione algoritmica, traducendo logiche parametriche elementari in forme tangibili, pieghe curve e morfologie complesse. Il flusso continuo tra parametro e produzione è stato sintetizzato in un Atlante delle Trasformazioni.
Annullando temporaneamente la mediazione degli schermi a favore della manipolazione diretta, i partecipanti hanno formalizzato la conoscenza generata attraverso due board riassuntive collettive. Questi quadri di sintesi transdisciplinari hanno mappato l’attività svolta integrando schizzi concettuali, modellini volumetrici in scala, campioni cartacei, keyword semantiche, fotografie ed elementi visivi di riferimento.
Connessione e ri-scoperta del territorio
L’esperienza non si è limitata ai tavoli di lavoro. I momenti conviviali e le pause informali alternate tra le sessioni si sono rivelati reali incubatori relazionali, capaci di innescare connessioni inattese, professionali e umane. Questo clima di scambio si è prolungato fino alla serata, animata dal contributo del collettivo ternano LETZ.
L’impatto del Forum è andato oltre il perimetro aziendale. Il giorno successivo, il gruppo ha esplorato il territorio guidato da due esperti d’eccezione:
- Il Dott. Riccardo Mattea (zoologo e guida naturalistica) ha condotto i partecipanti alla scoperta del patrimonio botanico e faunistico delle Cascate delle Marmore.
- L’Architetto Alessandro Capati ha guidato la visita a HYDRA – Museo delle Acque, approfondendo la correlazione storica tra dinamiche idriche, approvvigionamento energetico e lo sviluppo industriale della città di Terni.
L’European Forum on Circular Materials and Temporary Architecture si chiude con la consapevolezza che la sostenibilità risieda anche nella capacità di creare rete. materieunite ha così confermato il valore strategico dei materiali leggeri, lasciando ai partecipanti uno spazio pratico-teorico aperto entro cui alimentare nuove domande e tracciare le traiettorie future dell’architettura temporanea.
materieunite, design your habitat.
